I moralisti. Non li sopporto proprio.

Quelli che ti che ti spiano dalle persiane accostate.

Quelli che contano quante volte esci dal portone condominiale e si appuntano i tuoi orari.

Quelli che al supermercato ti sbirciano nel carrello della spesa. Quelli che «sapesse signora mia che gente che entra e esce da quella casa…».

Quelli che ti guardano le scarpe e l’orologio che porti.

Quelli che si ricordano che tale notte di 4 anni fa sei rientrato dopo l’alba perché non hanno visto la tua auto parcheggiata al solito posto.

Quelli con le travi piantate tanto in profondità nel retto da essercisi abituati e non farci più caso e sentirsi liberi e in dovere di contar pagliuzze negli occhi altrui.

I moralisti, quelli onesti, quelli trasparenti.

Loro.