marcuse_pag24«La tolleranza espressa in una imparzialità di questo genere serve a minimizzare o anche ad assolvere l’intolleranza e la repressione predominanti. Se l’obiettività non ha nulla a che fare con la verità, e se la verità è qualcosa di più di una materia della logica e della scienza, allora questo tipo di obiettività è falso, questa ingannevole imparzialità dovrebbe essere abbandonata. Gli individui esposti a questa imparzialità non sono delle tabulae rasae, sono indottrinati dalle condizioni in cui vivono e pensano e che non trascendono. Metterli in grado di divenire autonomi, di trovare da sé cos’è vero e cos’è falso per l’uomo nella società esistente, il doverli liberare dall’indottrinamento predominante (che non è più riconosciuto per indottrinamento). Ma ciò significa che la tendenza dovrebbe esser capovolta: dovrebbero prender informazioni deviando nell’opposta direzione»

(H. Marcuse – Critica della tolleranza)