traguardoOggi ho salutato per l’ultima volta la mamma di una mia cara amica.
In questi ultimi anni, mesi, mi sta succedendo sempre più spesso di partecipare a un funerale. Venti anni fa ci si radunava per i matrimoni, più avanti è stata la stagione dei battesimi e ultimamente ci si incontra quasi solo per i funerali dei genitori. Si invecchia tutti e ogni stagione della vita ha le sue incombenze tristi o gioiose.
Di sollecitazioni a riflettere sulla vita e sulla morte non ne ho mai avuto troppo bisogno ma in questi giorni non mancano e io non mi tiro certo indietro. Non ho paura. Invecchiando mi sono lasciato alle spalle le tante certezze che avevo da giovane. Certezze non mie. Certezze di altri che avevo adottato per inesperienza, per convenienza, per tradizione, per pigrizia. Certezze millenarie piene di contraddizioni ma anche di saggezza e che, seppure qualche problemino esistenziale me lo hanno creato, mi hanno permesso comunque di essere oggi quel che sono. Non rinnego niente. Non rinnego me stesso. Non mi sento incoerente. Mi sento bene così. Dico solo che oggi son cresciuto, mi sono evoluto e guardo indietro a quel che ero, a quel che credevo, con molta tenerezza e senza complessi.
Oggi vivo senza certezze, come un trapezista senza rete e mi lancio ogni volta contando più sulla mia esperienza e la mia forza, fidandomi più di chi mi accompagna e si lancia con me che di una rete di sicurezza immaginaria che so non esistere.

Oggi la mia riflessione è partita dal discorso di un sacerdote cattolico, un vecchio e caro amico anche lui, che in questa occasione ha paragonato la vita ad una corsa a tappe e la morte ad un traguardo da raggiungere. Mi dispiace caro GL (ti saluto e ti abbraccio forte) di non essere d’accordo ma sono convinto che la vita non sia una corsa a tappe o a cronometro, che non ci sia una meta, che non ci sia un traguardo da raggiungere e superare per vedere cosa c’è dopo e festeggiare poi.
Vedo la vita più come un dipinto di cui siamo nel contempo tela e pittore; ogni giorno, ogni evento, è un colpo di pennello e di colore, luci e ombre, prospettive. La vita non finisce, la vita si compie. La morte non è un traguardo, né finale né di passaggio: la morte è un compimento. Di un’opera d’arte.