muro in testaPenso spesso a questi ragazzi/e per i quali mi trovo nella condizione di dover insegnare qualcosa di utile per un futuro lavoro, per un posto decente in questa società. Tiro fuori la mia anima, la mia esperienza, metto in gioco tutto. Trovo altrettanto spesso, però, un muro davanti. Un muro dentro la loro mente e il loro cuore. Un muro che, probabilmente per mio limite, per mia incapacità, non riesco a sfondare. Credo, però, che non abbiano abbastanza fame, non abbiano abbastanza sogni, non abbiano abbastanza futuro. Qualcuno glieli ha portati via. 

Non riesco a far vedere loro più lontano di qualche giorno. Spezzati, frantumati, atomizzati da migliaia di stimoli contraddittori non riescono a concentrarsi su un singolo obiettivo per più di dieci minuti consecutivi. La domanda “cosa vuoi fare da grande?” per loro non ha quasi nessun senso; la risposta più precisa e sincera che si può sperare è: “un sacco de sordi, prof…”.