Voglio regalarvi una spiaggia, la spiaggia di marzo, la mia spiaggia. Una spiaggia come me, tiepida, un po’ trascurata, tutta da ripulire e sistemare. Una spiaggia massacrata dalle mareggiate, dall’inverno, dal vento e dai fulmini. Una spiaggia con il sole timido che gioca a nascondino tra le nubi. Una spiaggia ricoperta di rami, alghe e rifiuti da risacca. Una spiaggia sfollata, senza tipi da spiaggia. Una spiaggia con i cani che corrono dietro ai bastoni lanciati via lontano. Una spiaggia con le ragazze in tuta bianca che fanno yoga su teli magenta e pescatori improvvisati dalla Tunisia con amo e filo. Una spiaggia con le panchine di pensionati con gli occhi chiusi e tipi strani e solitari in pausa pranzo col panino e lo smartphone per fare foto e scrivere di spiagge. Una spiaggia del colore della sabbia, silenziosa che si sente il mare, silenziosa che si sente il cielo.  

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Spiaggia di Nettuno – 10 marzo 2014