Sancho-ManchaHo riletto un po’ di cose che scrivevo qui sul mio blog non tanto nel 2013 appena passato ma già nel giurassico 2008. Devo confessare che in qualcuna di queste mi riconosco per come ero allora ma anche che oggi non le scriverei e neanche le penserei nello stesso modo. Questi ultimi anni, con le loro vicissitudini gioiose e dolorose ma anche grazie o per colpa di questo mezzo, questo amplificatore di realtà nella virtualità, questa vetrina in cui siamo tutti esposti al pubblico, hanno fatto di me una persona diversa da quella che ero solo pochi anni fa. In parte “migliore”, molto più acuto nella capacità di analizzare correttamente situazioni e opinioni, ma in parte anche “peggiore” perché sento di aver perso una certa spinta ideale, uno spirito donchisciottesco che mi portavo dietro sin dagli anni della gioventù.Sarà l’età, saranno le delusioni, le disillusioni, quella che osiamo chiamare “esperienza”, un pizzico di cinismo, ma oggi in questo anno 2014 che non mi azzardo a chiamare nuovo, l’ennesimo anno in cui ci dicono che si vedrà la fine del tunnel, mi sento molto più vicino ai pensieri terreni dell’onesto Sancho che a quelli del folle idealista Cavaliere della Mancha.