tavoloIo posso bendarmi e scorrere il dito sul tavolo dall’inizio alla fine.
Affermare senza sbagliare che quel tavolo ad un certo punto non c’è più.
Ed è vero: ad un certo punto quel tavolo finisce e non c’è più.
È altrettanto vero, però, che togliendomi la benda potrei vedere che il tavolo è ancora, invece, tutto lì. 
Dove è sempre stato, in tutta la sua interezza, non da un’altra parte o chissà dove in qualche limbo.
Sono solo bendato, non posso vederlo con i miei occhi e devo andare a memoria.