Sette_sigilliCos’è la natura?
Quali sono le regole della natura?
È questa la domanda alla quale si vuole rispondere.
Non sono certo quelle della Bibbia, né quelle buone di una certa vulgata newage, in cui la Natura è Madre.
La Natura è Matrigna e divora i suoi figli senza pensarci: i geni sono egoisti, i memi pure.
Non ci sono regole con valenza teleologica.
Le regole non hanno uno scopo né una causa. Scopi e cause sono “idee” umane.
Non esistono in natura regole simili a quelle umane, ovvero progettate per raggiungere uno scopo. Non esistono regole da rispettare a vantaggio del “grande corpo della natura” né queste funzionano a livello di organismo, figuriamoci a livello di specie. Ogni struttura genetica è in lotta mortale con tutte le altre per la propria replicazione e tende ad espandersi fino a che non occupa tutto l’habitat disponibile (interno ed esterno, genotipo e fenotipo) e prima o poi si estingue.
Se non fossimo così “centrati” su noi stessi come umanità, se non fossimo così maledettamente superbi ed egocentrici ci renderemmo conto che siamo solo un accidente nella storia bio-geologica di questo mondo che è sopravvissuto a catastrofi ben più grandi di noi e piuttosto che illuderci con le nostre idee (le nostre “regole”) di salvare il pianeta dovremmo pensare a salvare noi stessi.
Penso che dopo alcune decine di migliaia d’anni (un’attimo geologico) dalla nostra estinzione la cosiddetta “natura” ci avrà già archiviati vicino ai dinosauri e ai trilobiti e ciecamente, inesorabilmente, senza versare una sola lacrima, avrà trovato altre strade in cui quest’incidente di percorso chiamato umanità non sarà contemplato.

«Quando io vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me n’avveggo, se non rarissime volte: come, ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei.»

(G. Leopardi – Operette morali)