Io la penso come Ponzio: “Che cos’è la verità?” (Gv. 18,38). Il concetto di VERITÀ ha purtroppo una accezione di “assoluto”, di “universale”: se è vero lo è comunque, lo è per tutti. Ogni volta che consideriamo assoluta una “verità” potremmo essere tentati di combattere per imporla ad altri, persino con la forza.

Purtroppo le “verità”, soprattutto se universali hanno questo grave difetto: sono “certezze”, non ammettono il dubbio, non ammettono sfumature, non ammettono smentite, non ammettono altre verità e pretendono l’adesione incondizionata. In nome delle “verità” considerate “universali” si sono fatte crociate, jiihad, stragi terroristiche, esportazioni di democrazia e verità con le bombe, imposti governi, burqa, pratiche sociali, religiose e sessuali ignobili, deportati e sterminati popoli interi, bruciate donne al rogo e ebrei e zingari nei campi di sterminio… tutto per imporre una “verità” più vera su un’altra meno vera. La “verità” mi fa davvero paura, perché ognuno può dire impunemente di possederla e in nome della “verità” giustificare l’ingiustificabile.